Come funziona il Bonus Export Digitale

Come funziona il Bonus Export Digitale

Truck carrying cargo for export

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Chi lavora nel settore relativo all’internazionalizzazione del sistema produttivo avrà sicuramente sentito parlare del patto per l’export ovvero una particolare procedura di potenziamento del settore che abbia lo scopo di fare fronte all’emergenza pandemica, sanitaria e sociale che si sta sviluppando nel paese e nell’Unione Europea tutta.

 

La suddivisione interna di questo patto – che ha avuto inizio giorno 8 giugno 2020- che si compone di 6 pilastri fondamentali ha soprattutto d’occhio la digitalizzazione e la progressione economica di alcune imprese che operano nel settore del manifatturiero.

Il Bonus Export digitale, però, deve essere richiesto secondo una procedura ben specifica ed è sottoposto anche ad una preventiva approvazione da parte di alcuni organi specifici: per questo motivo di seguito si troverà una piccola guida alla richiesta del bonus, con la precisazione che per stare tranquilli e aumentare la probabilità di ottenerlo è una buona idea rivolgersi a realtà del settore che aiutino le imprese ad aumentare la propria possibilità di lavorare e ottenere il bonus come, ad esempio, noi di Webshop, che abbiamo ha molti anni di esperienza alle spalle nel settore della creazione di siti internet di e-commerce e, nello specifico, siamo in grado di curare tutta la procedura pratica per richiedere e ottenere il bonus export digitale, e anche la fase di creazione del sito web  dell’azienda, in maniera semplice e rapida con garanzia di successo e qualità che da sempre ci contraddistingue.

Quali sono i destinatari del bonus export digitale e cosa finanzia?

Da un punto di vista dei requisiti soggettivi, il bonus export digitale richiede che possa accedere alla procedura di richiesta qualsiasi azienda che operi nel settore delle micro imprese fatturiere – anche se siano costituite in forma di reti o consorzi, rendendo di fatto molto interessante la procedura per la costituzione di nuovi gruppi di lavoro in tal senso – che abbiano comunque un codice Ateco C in modo da poter essere inquadrate facilmente all’interno dell’elenco dei possibili beneficiari e destinatari del bonus export digitale.

In linea generale, il bonus finanzia l’acquisto di prodotti digitali che aiutino l’export, ovvero prodotti come realizzazione di siti web, purché questi siano acquistati solamente presso aziende riconosciute come abilitate da parte della stessa legge, che fornisce un elenco esaustivo, riportato al paragrafo successivo. Le possibilità di finanziamento del bonus export digitale riguardano i seguenti oggetti:

  • Realizzazione E-commerce verso l’estero, sia in forma di web site che app mobile;
  •  
  • Automatizzazione delle operazioni di trasferimento e gestione di prodotti da luogo fisico a luogo digitale;
  •  
  • Realizzazione di una strategia di comunicazione e informazione attraverso il web che abbia inoltre ad oggetto servizi accessori all’e-commerce;
  •  
  • Digital marketing, CMS, Abbonamento a SaaS purché finalizzato a visibilità e content marketing;
  •  
  • Acquisto e upgrade di hardware e pagamento di specifici servizi di consulenza digitale;

Naturalmente, tutti questi aspetti possono essere ben trattati rivolgendosi ad una qualsiasi Web Agency con un po’ di esperienza sulle spalle, mentre lo scopo del bonus export digitale è chiaro: portare sul web aumentandone il lavoro e le vendite imprese che, quelle manifatturiere, abbiano difficoltà ad affacciarsi a questo mondo in facilità.

Quali sono le tipologie di aiuto da richiedere e a quali società è possibile rivolgersi per il bonus export digitale?

Naturalmente, il bonus in questione prevede dei limiti sia economici che formali in ottica del suo ottenimento: innanzitutto, per poter essere richiesto il bonus deve prevedere una ricca e variegata procedura che si occupi di accertare il possesso dei requisiti soggettivi dell’impresa.

 

Una volta che questo aspetto è assodato, scatta allora la possibilità di ottenere il bonus, il quale viene erogato in base ad altre regole con, però, un massimo di diverso importo a seconda di alcune caratteristiche.

 

Le micro imprese, ad esempio, potranno ottenere 4.000 euro di bonus export digitale se le spese ammissibili sostenute non sono inferiori, tenendo conto anche del netto d’IVA, di 5.000 euro totali; i consorzi, invece, sono leggermente favoriti: questi infatti possono ottenere fino a 22.500 euro se hanno sostenuto una spesa, non inferiore al netto dell’IVA, di 25.000 euro: numeri importanti e molto interessanti.

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